by Antonio Linetti

Ipercifosi, cos’è e perchè ve ne parlo?

Prima di tutto mi presento, sono Linetti Antonio, laureato in Fisioterapia (Scienze Riabilitative) e diplomando in Osteopatia. Ho conseguito altri corsi post laurea, continuando senza sosta nell’eterno percorso dell’automiglioramento e della formazione.

Vicino al mondo dei sovraccarichi da ormai 10 anni, sono un agonista di Natural Bodybuilding.

Doverosa premessa per far comprendere quanto tenga ad unire la mia professione al mondo del Fitness in senso lato, spronando ad una corretta pratica dei movimenti con sovraccarico.

Il presente articolo  riguarda lo spinoso argomento dell’ipercifosi e dunque delle cosiddette “spalle anteposte”

La trattazione sarebbe davvero complessa e dunque occorre rendere il tutto in maniera semplice, senza cadere nel banale.

Augurandomi di esserci riuscito premetto anche che è una trattazione più in ambito riabilitativo, la naturale progressione del quadro di ipercifosi mobile dovrebbe poi prevedere che il paziente/soggetto affronti movimenti più complessi e con eventuali sovraccarichi con l’aiuto e la collaborazione di un trainer/coach qualificato.

Ipercifosi

Ipercifosi dorsale

Anomalia in eccesso della normale curva fisiologica toracica.

Multiple possono essere le cause di questo disturbo.

Semplificando:

  • anomalie strutturali congenite
  • cause degenerative o traumatiche
  • scorretta biomeccanica e squilibri muscolari

Quando si parla di Ipercifosi?

La normale curva fisiologica dorsale è pari a circa 35°, se l’angolo risulta essere superiore a questo valore si può iniziare a definire uno stato di IperCifosi dorsale.

Se lo stato di ipercifosi è in età evolutiva e dunque dipendente da cause reversibili si parla di paramorfismo e con il giusto protocollo chinesiterapico si può controvertire con ottimi risultati.

ipercifosi

Classificazione medica pura delle ipercifosi

  • Congenite (anomalie strutturali dalla nascita)
  • Idiopatiche (non riconducibili ad una causa specifica)
  • Da osteocondrosi (sindrome di Scheuermann, su base genetica)
  • Posturali

Classificazione più funzionale ed intuitiva delle scoliosi

  1. atteggiamento cifotico (cifosi funzionali e mobili). Lo stato di deformazione è reversibile, le cause sono dipendenti da stati psicologici e squilibri nei tessuti molli e nella biomeccanica della colonna vertebrale in statica ed in dinamica.
  2. cifosi strutturata (parziale o totale). Lo stato di deformazione è parzialmente o totalmente irreversibile, nei casi più gravi con difficoltà respiratorie e viscerali è consigliato l’approccio chirurgico. Possono e devono beneficiare anche di trattamenti conservativi chinesiterapici.
Ipercifosi

Cardini dell’esercizio terapeutico in presenza di ipercifosi

Premessa: un soggetto che presenta ipercifosi mobile dunque trattabile e reversibile è un soggetto che deve ricevere, previa visita medica specialistica e fisioterapica, un corretto protocollo di esercizi correttivi.

  • favorire il rilassamento della muscolatura retratta
  • rinforzare la muscolatura lassa ed ipotonica
  • uno dei focus principali è apprendere il controllo neuro-motorio della regione intermedia ed alta della colonna dorsale con tutti i piani miofasciali annessi e connessi, tradotto più semplicemente imparare a percepire i movimenti scapolari su tutti i piani di movimento e scorrimento.

Possiamo dunque dividere l’esercizio terapeutico in 3 macro-aree:

  1. mobilità
  2. rinforzo
  3. stretchers

Mobilità. Auto-correzione in anteposizione del capo

Stazione eretta, appoggiati leggermente ad una parete con la schiena, retroporre il mento come a volerlo schiacciare in direzione della gola, mantenere 5’’-10’’ e rilasciare. Iniziare con 2-3 serie da 15-20 reps per poi incrementare gradualmente nel tempo.

Estensioni toraciche da supino

Distesi, schiena in appoggio, posizionare uno spessore sotto la colonna dorsale (piccolo asciugamano arrotolato, cuscino, foam roller..).

Con le mani a sostegno della colonna cervicale effettuare movimenti di estensione dorsale controllata, mantenere 5’’-10’’ e rilasciare. Iniziare con 2-3 serie da 15-20 reps per poi incrementare gradualmente nel tempo.

Rinforzo. Estensioni con rotazioni alla parete o da supini

Seduti con la schiena più adesa possibile ad una parete. Gomiti flessi a 90°, braccia abdotte a 90°, tentare di ruotare esternamente le spalle da questa posizione fino a portare idealmente più punti di contatto possibile arti-parete.

Se questa variante risultasse inizialmente troppo impegnativa è possibile aiutarsi con un minor carico gravitario facendolo in posizione supina. Eseguire 2-3 serie da 15-20 reps, ricercando un incremento graduale dei parametri nel tempo.

Superman

Posizione prona (pancia sotto) distendere completamente arti inferiori ed arti superiori. Elevare moderatamente e simultaneamente i 4 arti, tenere la posizione 5’’-10’’ e rilasciare. Eseguire 2-3 serie da 15-20 reps, ricercando un incremento graduale dei parametri nel tempo.

Esercizio della “V” e della “T” prona

Posizione prona (pancia sotto). Braccia elevate a V oppure perpendicolari in posizione T. Esercizio identico al SUPERMAN ma più tassante perché richiede di tenere gli arti inferiori vincolati a terra.Eseguire 2-3 serie da 15-20 reps, ricercando un incremento graduale dei parametri nel tempo.

Stretching: parete addominale

Posizione prona (pancia sotto). Arti inferiori ed anche ben appoggiate a terra. Gomiti ben distesi e mani in appoggio perpendicolari al terreno in asse con le spalle. Sollevarsi verso l’alto distendendo i gomiti gradualmente, idealmente non c’è stress lombare con forzatura dell’iperlordosi lombare (inarcare la schiena) bensì distendo il petto verso l’alto percependo lo stretch in area addominale.

Mantengo la posizione statica per 45”-60”, ripeto per 2-3 serie statiche. Ricerco un incremento graduale dei parametri nel tempo.

Muscolatura pettorale

Stazione eretta con l’ausilio di una porta od una parete a margine libero. Un arto alla volta, braccio semi-disteso, afferro l’asse dello stipite (consiglio spalla leggermente abdotta sopra i 90°per targetizzare più fasci grande pettorale oltre che piccolo pettorale) mi sporgo in avanti fino ad avvertire tensione nell’area pettorale.

Mantengo la posizione statica per 45”-60”, ripeto per 2-3 serie statiche. Ricerco un incremento graduale dei parametri nel tempo.

Conclusioni

Il presente articolo non si sostituisce in alcun modo ad una visita specialista e fisioterapica diretta e fisica, imprescindibile.

Vuole solo essere un piacevole, fruibile e semplice approfondimento di un argomento molto discusso.

Anche i consigli su esercizi, parametri di esercizio e frequenza degli stessi sono assolutamente generici e non tengono affatto conto della soggettività del paziente.

Tutti aspetti che,per quanto ovvi, mi preme ricordare, volendo lavorare e contribuire sempre in modo etico e professionale.

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