Sarcopenia, di cosa si tratta?

Cos’è la sarcopenia?

La sarcopenia possiamo evidenziarla come un processo fisiologico correlato all’invecchiamento umano e rientra anche tra le sindromi metaboliche.
Il termine -Sarcopenia- deriva dal greco, “sarx” carne e “penia” ossia povertà, cioè perdita di massa muscolare. Questo processo inizia a comparire più o meno dopo il 30esimo anno di età con un ritmo graduale per poi aumentare dai 60 anni.

“Quasi tutte le condizioni degenerative associate all’invecchiamento sono correlate alla sarcopenia” (Evans & Rosenberg, 1991)

La degenerazione del tessuto muscolare

Ecco come la degenerazione del tessuto muscolare (ricordiamoci che è quello attivo, se non viene stimolato, l’organismo lo scarta), provoca un effetto domino su tutto l’organismo:

  • Riduzione della forza muscolare
  • Riduzione del metabolismo basale
  • Incremento della percentuale di massa grassa
  • Riduzione della capacità aerobica (enzima ossidativo)
  • Riduzione della sensibilità insulinica
  • Incremento del rapporto colesterolo totale /HDL
  • Riduzione della densità ossea

La prevenzione

Numerose ricerche hanno dimostrato come con un minimo di due sedute a settimana di allenamento aerobico unito ad esercizi con sovraccarichi sono sufficienti come prevenzione.

Situazione ormonale

Negli anziani si è visto come con l’avanzare dell’età diminuiscono i livelli sierici degli ormoni anabolizzanti, GH e testosterone. Come detto prima, la sarcopenia presenta un quadro patologico multifattoriale e quindi è bene prendere in considerazione anche la situazione ormonale.

Quanto influisce l’alimentazione?

L’alimentazione gioca davvero un ruolo fondamentale? Sì.

Partiamo dal fatto che il cibo è il nostro carburante, le abbuffate sono inutili, tranne che per “appagarci” psicologicamente, però questo è tutto un altro discorso, anche abbastanza ampio.
Tornando alla correlazione CIBO-SARCOPENIA, assicuriamoci di assumere un’adeguata quota calorica, in modo da non rischiare l’obesità, e un quantitativo adeguato di proteine (possibilmente nobili), in quanto è il principale macronutriente che svolge la funzione plastica: si raccomanda un’assunzione di 0.8g/kg – 1.2g/kg.

Assumere una giusta dose di Vitamina D, stando ai LARN, 10μg, essa è molto importante per la salute delle ossa.
Anche l’acqua risulta essere di fondamentale importanza, perché come ben sappiamo con l’invecchiamento il nostro organismo tende alla disidratazione, indi per cui l’acqua risulta essere il primo integratore realmente necessario (questo discorso vale per tutti, non solo per gli anziani).

Quindi cosa dobbiamo fare?

Semplice, nutriamoci il giusto e muoviamoci di più.

Tutto questo comporta una limitata indipendenza della persona, perché tutto quello che una volta svolgeva naturalmente (per esempio salire le scale, alzarsi da una poltrona, portare le borse della spesa) risulta essere molto impegnativo se non quasi impossibile. Fateci caso, quante volte avete visto una persona anziana fermarsi e “prendere fiato” mentre sale le scale, oppure durante una semplice passeggiata notiamo come la loro deambulazione diviene difficoltosa e la maggior parte delle volte viene assistita da bastoni.
Questo incide molto anche a livello psicologico, in quanto vedendosi “incapaci” di mantenere un determinato ritmo, si generano momenti di sconforto.

Cause:

L’invecchiamento, questo è una delle principali cause. Con l’invecchiamento avviene una mancanza di capacità di forza (la più perseverante, risulta essere la forza eccentrica) causata dall’incapacità delle cellule satelliti, responsabili dell’attivazione muscolare, di attivarsi (scusate il gioco di parole).

Alimentazione sbagliata, le proteine sono il principale macronutriente plastico, quindi assicurarsi di assumerne almeno 0.8/1.2g/kg (privilegiare proteine nobili, quali carne, pesce, uova e formaggi, in quanto hanno un completo profilo amminoacidico).

Sedentarietà, ahimè, molto spesso la causa è proprio il disuso protratto dei nostri muscoli che ci porta verso questo processo. Adottiamo uno stile di vita che promuove di più il movimento e privilegiamo allenamenti con sovraccarichi.

Come combatterla

Al momento non esiste nessuna cura, ma una forma di prevenzione primaria, per il rallentamento di questo processo è l’allenamento contro resistenza, quindi pesi, macchine isotoniche, bande elastiche e anche il corpo libero. L’esercizio fisico dovrà riguardare specialmente la forza in modo da mantenere il tessuto muscolare sempre attivo, purtroppo il muscolo è così, se non viene sollecitato, non genera alcuna risposta e s’innescano i processi che portano all’atrofia.

“Impara non a curare la tua malattia, ma a come preservare la tua salute.”  (Leonardo da Vinci)

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