ANATOMIA

Prima di addentrarci nello specifico dell’argomento, facciamo un breve ripasso anatomico dei due
muscoli presi in esame.

Piccolo Pettorale:

  1. Origine: 2°/3°-5° costa e dalla fascia che riveste i muscoli intercostali esterni confinanti
  2. Inserzione: processo coracoideo
  3. Azione: abbassa e intraruota la spalla, solleva le coste
  4. Innervazione: nervi pettorale mediale e laterale (C5-T1) (C7-T1)

 

 

 

Grande Psoas:

Origine: superfici anteriori e margini posteriori dei processi trasversi delle 5 vertebre lombari,
corpi e dischi vertebrali da T12 a L4/L5, processi costiformi da L1 a L4 e labbro interno della
cresta iliaca, spina iliaca anteriore, 2/3 superiori della fossa iliaca, legamento ileo-lombare e ala
del sacro.
Inserzione: si fonde con il muscolo iliaco, inserendosi sul piccolo trocantere
Azione: flette e ruota esternamente la coscia; flette e inclina lateralmente il busto
Innervazione: rami ventrali dei nervi spinali lombari femorali (L1-L2)

Piccolo Psoas:

Origine: lati dei corpi vertebrali e disco da T12 a L1
Inserzione: sulla linea pettinea, sul ramo ileo-pubico e lateralmente sulla fascia iliaca
Azione: flette il tronco
Innervazione: ramo lombare (L1)

Iliaco:

Origine: 2/3 superiori della fossa iliaca, spina iliaca anteriore, legamento ileo-lombare e ala del
sacro, superficie supero-laterale del sacro
Inserzione: piccolo trocantere
Azione: flette e ruota esternamente la coscia, flette e inclina lateralmente il tronco
Innervazione: nervo femorale (L2-L3)

 

 

 

 

IL SISTEMA MIOFASCIALE

Oltre alla componente muscolare vanno introdotti i concetti di sistema fasciale e, successivamente, di
catena miofasciale.
Per non rendere troppo complicata la lettura possiamo dire che il sistema fasciale è costituito dalla fitta
rete di tessuto connettivo che avvolge le ossa, le articolazioni, i tendini e i muscoli sui vari strati, dal
superficiale al profondo, e permette a tutte queste strutture di cooperare insieme funzionalmente.
In questo sistema quindi ogni muscolo, organo, vaso sanguigno e linfatico, nervo, osso, articolazione è
rinchiuso in una propria guaina fasciale. Facendo l’esempio dell’apparato muscolare, vediamo che i
muscoli sono tenuti in sede tramite delle lamine connettivali (le aponeurosi) che li racchiudono nelle
proprie fasce: epimisio, perimisio, endomisio.
Tutto ciò ha portato ad individuare che all’interno del corpo umano ci sono delle specifiche connessioni
miofasciali, definite appunto catene miofasciali.
Diversi autori le hanno identificate, descritte e classificate secondo poi le loro metodologie di lavoro,
soprattutto nell’ambito della posturologia. Mezieres, Souchard, Busquet, Myers sono tra i più noti in
questo ambito e andando a considerare le Due Catene Crociate Anteriori di Busquet, ritroviamo il collegamento funzionale che c’è tra piccolo pettorale e psoas. Infatti una di queste catene va dall’emi-
bacino sinistro al torace destro (catena di sinistra) e l’altra va dall’emi-bacino destro al torace sinistro (catena di destra). La continuità è data dalla linea alba e dallo sterno.
Le catene crociate assicurano il movimento di torsione e sono adibite appunto alla dinamica, mentre le
catene rette (posteriore e anteriore) alla statica. Queste 4 catene sono fra di loro complementari e si
coadiuvano nel momento in cui per esempio la statica è alterata e devono entrare più in azione le catene
crociate.
Queste ultime quindi generano movimento, a livello del tronco, di torsione della spalla verso l’anca
opposta. Ciò però potrebbe generare degli squilibri di forze in primis sull’articolazione interessata e,
successivamente, sulla catena coinvolta dal sistema.
In relazione a questo, e qui arriviamo al nocciolo dell’articolo, è stato visto che un piccolo pettorale
troppo teso e contratto dell’emilato destro, per esempio, e un deficit quindi dello psoas sull’emibacino di
sinistra, può portare ad una variazione nella deambulazione, creando sovraccarichi ad altre strutture
prossimali o distali all’area in deficit (in questo caso l’anca sinistra).

Lavorando sul detensionamento selettivo del muscolo piccolo pettorale e sul reclutamento isometrico del
muscolo psoas, in modo simultaneo anche, si vedrà nell’arco della stessa seduta di lavoro, un netto
miglioramento sia nella deambulazione che sulla contrattura.
L’aspetto manuale del trattamento ovviamente è di competenza di massofisioterapisti, fisioterapisti e
osteopati, ma anche andando a lavorare con la ginnastica posturale sulle catene miofasciali si ottengono
ottimi risultati.
Ovviamente la persona va valutata globalmente e mai settorialmente, va effettuata un’anamnesi da cui si
possono estrapolare infortuni, interventi chirurgici, sport praticati, attività lavorativa, stati stressogeni,
ecc.. che ci possono portare a capire il motivo di tale atteggiamento posturale e come andare a
migliorarlo con un programma personalizzato. Ricordiamoci che siamo diversi l’uno dall’altro che gli
esercizi possono essere simili, ma la dinamica con cui vengono fatti, le progressioni, gli angoli di lavoro, la respirazione, saranno sempre da diversificare per ognuno di noi.

 

Conclusioni

Questo articolo sarà un po’ tecnico sotto alcuni punti di vista e terminologia, ma è un
argomento a mio modo di vedere interessante perché ci fa capire quanto siano collegati tra loro i nostri
muscoli, pur agendo su articolazioni distanti fra loro.

 

Alessandro Morra PT