by prof. Salvatore Buzzelli

Il “SensoBuzz” prima del “SensoBuzz”, storia di una scoperta

Nella vita capita spesso che cercando di trovare le soluzioni di un problema, si immaginino tante possibili strade.

Raramente accade il momento magico: la cosa giusta nel posto giusto al momento giusto ma è così che di fronte ad una necessità a volte può accendersi una scintilla, le idee si moltiplicano incendiando una miccia che porta a far esplodere un pensiero che tradotto in realtà può funzionare.

Così è avvenuto per il “SensoBuzz”.

SensoBuzz

La mia storia

Nel mio percorso professionale di Preparatore Fisico, c’è stato un periodo lungo più di una decina di anni, a partire dai primi anni ‘90, in cui ho abbandonato lo sport agonistico per dedicarmi allo studio ed alla ricerca scientifica collaborando attivamente col prof. Carmelo Bosco, una delle menti più fervide e universalmente riconosciuto come uno dei più grandi scienziati dello sport moderno.

Nonostante le tante innovazioni che avevo prodotto per l’allenamento del tennis e i tanti tennisti agonisti di ottimo livello che avevo seguito nel loro iter agonistico, ero amareggiato sia dall’ambiente “chiuso” e poco recettivo alle novità sia perché non vedevo gli sbocchi che mi sarei aspettato si aprissero nel tennis.

Prima di lasciare, tuttavia, ho realizzato una videocassetta (VHS) esplicativa, intitolata La preparazione atletica del tennista, in cui ho raccolto tutte le mie riflessioni e considerazioni sul tema della preparazione atletica specifica di questo sport.

All’interno di tale produzione video è presente la descrizione di un sistema di allenamento, precursore del “SensoBuzz”.

Erano i primi anni ‘90!

Nel 2005…

Nel 2005, nonostante l’affievolito mio entusiasmo per la ricerca e lo studio della metodologia sportiva, causato anche dall’improvvisa scomparsa del prof. Carmelo Bosco, avvenuta qualche tempo prima, decisi di rientrare sul campo a svolgere la preparazione atletica specifica, accontentando la richiesta di un amico, padre di due adolescenti appassionati di tennis.

Ricordo come non fossi animato da grande spinta, ma accettai di rimettermi in gioco e da quel momento mi rituffai nel mondo tennistico.

L’ambiente era sempre quello che avevo conosciuto anni prima, poco era cambiato da allora, anche se mi sentii gratificato dal fatto che alcuni concetti che teorizzavo nella VHS erano diventati realtà metodologiche consolidate.

Ho avuto l’impressione di non aver mai interrotto il mio viaggio e dunque, con rinnovato spirito, ripresi il mio cammino, deciso, questa volta, a voler cambiare radicalmente il mio approccio al mondo dell’allenamento.

Motivato a realizzare un metodo veramente specifico di preparazione atletica per tennisti.

Rispolvei così il mio vecchio progetto, anticipato nei filmati della VHS e, grazie alle nozioni apprese durante i miei studi di elettronica, insieme al mio amico Frediano Borelli, approntai uno strumento che emetteva segnali visivi ed acustici, collegato ad un cronometro e ad una serie di pulsanti e pedane, al fine di misurare i tempi di reazione.

In cuor mio, ero realmente certo che questo metodo, che avrebbe coinvolto l’allievo attraverso i tempi di reazione, si sarebbe rivelato vincente e sarebbe stato un valore aggiunto alle proposte metodologiche alla base del mio lavoro.

Non restava dunque che provare!

Nel 2007…

Quell’anno, verso la fine del 2007, mi occupavo della preparazione atletica di una tennista professionista, Tathiana Garbin (ex 22WTA); un emergente tennista professionista, Enrico Burzi (ex 254ATP) e di una giovanissima allieva di 8 anni di età, ma molto promettente, che si era già fatta notare in tornei giovanili di interesse nazionale.

Prima di utilizzarlo con Tathiana ed Enrico, decisi di sperimentare lo strumento con la ragazzina, che negli allenamenti tradizionali, nonostante le continue sollecitazioni, si distraeva facilmente e a volte mostrava un atteggiamento poco collaborativo.

Un pomeriggio, nella sede della “Bologna Tennis Academy” del mio amico Cesare Zavoli, proposi il mio prototipo e il nuovo tipo di lavoro.

Prima di provare il SensoBuzza con Tathiana Garbin (ex 22WTA)

Organizzai per la bambina di 8 anni un piccolo spazio attrezzato, in cui muoversi rapidamente.

Così, se lo strumento le faceva apparire il colore “ROSSO”, lei avrebbe dovuto correre a toccare il tasto rosso e rientrare velocemente alla posizione iniziale, in attesa di un altro segnale: “BLU”, “VERDE”, “GIALLO”.

Gli spostamenti dovevano essere veloci, fino alla conclusione dell’esercitazione, in cui avremmo visualizzato tutta la scansione dei tempi impiegati.

Più che osservare numericamente i tempi di reazione, mi è bastato semplicemente guardare gli occhi spalancati della bambina, sempre puntati sull’apparecchiatura, per capire tutta l’attenzione che ci metteva a percepire il segnale il prima possibile, per eseguire correttamente il “compito motorio” assegnato, possibilmente anche anticipando lo spostamento e quindi l’azione.

In quell’istante ci fu la folgorazione: i tempi di reazione non erano altro che l’espressione motoria dell’attenzione!

Stimolando l’attenzione avrei potuto strutturare anche le altre forme di allenamento per le capacità condizionali e coordinative, rendendo realmente funzionale per il tennis, quell’allenamento fisico.

Quella sarebbe stata sicuramente la base della mia nuova proposta metodologica, e quello strumento ne avrebbe costituito il fulcro.

Quel pomeriggio l’allenamento proseguì provando con i segnali acustici e poi con tutti i segnali possibili…

Un successone!

La bimba correva, ma soprattutto faceva “lavorare” il cervello e si divertiva.

Con quella ragazzina, nello spazio di poco tempo ottenni risultati eccellenti, perché i tempi di reazione miglioravano costantemente insieme alla capacità di rimanere concentrata a lungo.

Anche l’atteggiamento mentale all’allenamento migliorò, e ciò mi fu testimoniato anche dal Maestro di tennis che la seguiva.

Avevo realizzato un mio metodo che funzionava ed ero orgoglioso e soddisfatto!

Sentivo però che la soddisfazione, la gioia e la felicità, sono emozioni che vanno condivise con altri.

Infatti quando Tathiana ed Enrico, durante il loro primo allenamento col “SensoBuzz” mi dissero praticamente all’unisono:

“Prof, non mi ero mai allenato così intensamente divertendomi: son qui da più di un’ora, faccio una fatica bestia, ma non mi va di mollare!”

Decisi  di offrire questa nuova possibilità di allenamento anche ad altri tennisti e preparatori.

La diffusione del metodo di lavoro col “SensoBuzz” è stata molto rapida, anche grazie all’opera di colleghi volenterosi che l’hanno sperimentato con successo con i loro atleti.

Tra i tanti, desidero ricordare il Dott. Davide Cassinello ed il Dott. Stefano Baraldo, quest’ultimo, preparatore molto noto nel circuito ATP, che mi hanno supportato fin dai primi momenti della divulgazione aiutandomi ad ampliare il panorama delle esercitazioni e suggerendomi alcune migliorie (è di Baraldo l’idea di implementare lo strumento con l’emissione anche di simboli geometrici ed alfanumerici).

Davide e Stefano hanno creduto fortemente a questo mio progetto e lo hanno illustrato con entusiasmo ad altri tecnici, in Italia ed in giro per il mondo, durante i tornei cui prendevano parte gli atleti che si affidavano a loro per la preparazione atletica.

SensoBuzz

Cos’è il SensoBuzz?

Il “SensoBuzz” è uno strumento elettronico che elabora ed emette vari tipi di segnali.

E’ contenuto all’interno di una valigetta di allumino delle dimensioni di 31cm x 21cm x 12cm; per un peso totale di circa 2,5Kg.

Funziona sia collegato alla rete elettrica sia a batteria che garantisce una durata continua per almeno 6 ore continuative.

La gamma dei segnali che possono essere emessi è formata da 4:

–   diversi segnali acustici,

–   segnali colorati diversi,

–   simboli diversi.

La cadenza di emissione può essere scelta tra il “ritmo uniforme” o il “ritmo casuale”.

Tutte le funzioni utili per l’allenamento sono programmabili dall’operatore tramite un encoder e visualizzate su un display che visualizza in tempo reale durante l’esercitazione l’evolversi dei parametri utili per la decodifica del lavoro che si sta svolgendo: il tempo di lavoro, il numero di segnali emessi, ecc…

Un valido supporto per il preparatore sportivo

Il tecnico che utilizza “SensoBuzz” nel proprio lavoro pratico, ne riceve un valido aiuto principalmente nell’allenare le qualità sensomotorie (da qui il nome dello strumento) correlate alla velocità di azione-reazione, intervenendo nello stesso tempo anche sulle capacità metaboliche e neuromuscolari.

In questo caso lo strumento supporta la scelta metodologica dell’allenatore, che a sua discrezione orienterà l’allenamento in base alle necessità (del singolo o del gruppo) e agli obiettivi (rapidità, velocità, resistenza, ecc…).

Attraverso il lavoro con “SensoBuzz” si può anche intervenire sulla componente tecnica specifica (spostamenti, appoggi, spinte, ritmo, equilibrio, ecc…) rafforzandola anche fuori dal campo di gioco e quindi rivelarsi utile per tutti quegli aspetti coordinativi caratteristici della didattica dello sport in generale.

“SensoBuzz” può trovare applicazione in tutti i settori della metodologia dell’allenamento in cui è richiesta una azione motoria di risposta ad uno stimolo sensoriale o anche e solo per stimolare attenzione e concentrazione.

L’importanza della misurazione dei parametri

Consapevole anche dell’importanza della misurazione dei parametri dell’allenamento, ho voluto arricchire la dotazione tecnica specifica del SensoBuzz, predisponendolo anche all’effettuazione di alcuni test di valutazione, di cui parleremo nel capitolo specifico.

A chi mi chiedeva come mai avessi deciso di diffondere il metodo di lavoro con “SensoBuzz” partendo dal Tennis e non da sport più praticati, ho risposto:

“Semplicemente perché il tennis è un mio grande amore oltre che il mio settore di attività ma mi auguro che presto si diffonda anche negli altri sport”.

Aggiungo che la caratteristica di essere uno strumento poco ingombrante e facilmente trasportabile, ne costituisce un valido supporto per i giocatori che girano il mondo per tornei, che costretti ad allenarsi lontano dai propri tecnici, possono utilizzare programmi concordati via internet col preparatore, rendendo il “SensoBuzz” funzionale anche alla moderna tendenza degli allenamenti a distanza.

Per concludere auspico sinceramente che la realizzazione di questa mia idea possa contribuire all’evoluzione del tennis in Italia, possa aiutare concretamente i tecnici del settore, e perché no, a scoprire nuovi talenti.

Polifemo

Polifemo

Nel 2013, ho pensato di rendere più smart il “SensoBuzz”, ed ho progettato il “Polifemo”, uno strumento tascabile e ancora più semplice da usare che deve il suo nome all’unico “occhio” posto sulla scatolina, da cui vengono emessi i segnali visivi.

Le sue dimensioni non sono superiori a due pacchetti di sigarette con un peso di 100grammi, funziona anch’esso a batterie ricaricabili ma a differenza del suo capostipite emette solo 5 segnali (3 colorati e 2 acustici) selezionabili singolarmente e programmabili nell’intertempo di emissione grazie ad un encoder con tempi che variano da 0,8 a 5 secondi.

Attraverso un’App scaricabile su un apparato Android, inoltre col Polifemo è possibile far eseguire il “Sigma Test”, consentendo all’utilizzatore di valutare ed allenare l’attenzione e le qualità sensomotorie con la stessa efficacia rispetto al SensoBuzz ma a costi più contenuti.

In questo strumento inoltre è stato installato un software brevettato, che stimola l’allenamento dell’Anticipazione.

Per questo lavoro mi sono avvalso della collaborazione di Lucio Caprioli, mio fido discepolo.

Photo by Salvatore Buzzelli

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